Nairobi (Kenia): 3-13 aprile 2003. Laboratorio di studio.

Il suono delle diversità

Il progetto sintetizzato nel titolo ‘Il suono delle diversità’ consiste nell’accettare, attraverso una conoscenza più approfondita, le differenti evoluzioni del pensiero creativo e musicale utilizzando come unico parametro comune la percussione o, ancora meglio, la produzione del suono.

La musica europea, che con un fuorviante aggettivo viene definita colta, ha utilizzato le percussioni non solo per le sue caratteristiche ritmiche, ma anche e soprattutto per scandagliare tutte le possibilità date dai colori dei diversi strumenti. In questa direzione si sono mossi autori come R. Wagner a E. Varese, da J. Cage, a S. Reich, da O. Messiaen a K. Stockhausen. Ciò ha dato, negli ultimi decenni del secolo scorso, un impulso all’esplorazione di qualsiasi materiale producente suono, dal legno e dalla pelle alla plastica, dal metallo ai materiali di risulta delle industrie, dai suoni del corpo e della natura agli oscillatori dell’elettronica.

La percussione in Africa, semplificando per sintesi, vive di ritmi spesso rituali, o di danza, ma possiede anche una ricchezza di colori che può essere creativamente esaltata dall’incontro con la percussione europea e occidentale.

Nell’ ambito della manifestazione "Il suono delle diversità" si è svolto dal 3 al 13 aprile 2003  il laboratorio di studio in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Nairobi e Il Ministero degli Esteri.

L’iniziativa, facente parte del progetto d’istituto dei Conservatori di Musica di Frosinone, L’Aquila e Latina, ha visto la partecipazione di sei allievi e tre docenti di strumenti a percussione dei suddetti Conservatori che hanno incontrato un ensemble di percussionisti del Kenia (professionisti e studenti) dando vita ad un laboratorio di studio e di scambio e alla realizzazione di due concerti presso il Teatro Nazionale di Nairobi.

Le attività del progetto prevedevano una fase seminariale e una fase di preparazione dei concerti dei giorni del 7/4/2003 e 10/4/2003. I musicisti kenioti erano guidati dal M° Bruno Mburucundu, un percussionista professionista che opera in Kenia con una intensa attività concertistica e un’altrettanto importante attività didattica. Infatti, quasi  tutti i musicisti africani che hanno partecipato al progetto provenivano dalla sua scuola, e si dividevano in percussionisti professionisti (ex allievi della scuola) e  allievi.

Il calendario dei lavori prevedeva:

Seminari: 6 giorni di lavoro così articolati:

10.00-13.30

lezione tenuta dai percussionisti kenioti per gli studenti italiani;

  lezione tenuta dai percussionisti di Ars Ludi per i percussionisti locali;
13.30-15.30 

pausa pranzo;

15.30-18.30 prove collettive a cui hanno partecipato tutti gli artisti coinvolti nell’allestimento dello spettacolo.


 

 

 


Durante gli incontri mattutini i percussionisti kenioti oltre a tenere seminari sulle tecniche  preparatorie quali : respirazione,  impostazione corporea;   e tecniche esecutive  di base   dei vari strumenti africani equivalenti ai nostri “rudiments”  hanno mostrato le tecniche di alcuni strumenti tradizionali a corde e a fiato. Inoltre i ragazzi hanno avuto la possibilità di conoscere e di praticare, insieme ai musicisti del luogo, alcune  tra le musiche più significative della tradizione keniota.

Gli insegnanti italiani, partendo dal presupposto che  la musica africana prevede raramente l’uso di battenti, hanno proposto invece una serie di lezioni sulle tecniche di base degli strumenti a percussione occidentali, quali snare drum e tamburi in generale, proponendo lo studio dei rudiments: rullo a colpi singoli, rullo a colpi doppi, paradiddles semplici, paradiddles doppi, flams, etc. Da evidenziare il grande entusiasmo dei musicisti locali per questo tipo di tecniche a loro sconosciute.

Il pomeriggio era impiegato per la preparazione dei concerti, momento importantissimo per l’integrazione delle diverse esperienze  in quanto i musicisti africani  hanno arricchito i brani di autori occidentali, quali Battistelli, T. Battista, con sonorità nuove, esaltandoli con  pecularietà tipiche dei musicisti extra-occidentali quali lo straordinario senso ritmico, il fraseggio e il grande gusto per la coloritura.

Concerto d’apertura 07/04/03 presso il” National Theatre” di Nairobi

Programma:

  • Steve Reich: Music for pieces of wood
  • James Tenney: Wake
  • Richard Trythall: Bolero
  • H. G. Brodmann: Greetings to Hermann
  • William Schinstine: Scherzo without instruments
  • John Cage: Third Construction

Interpreti:

  • Emiliano Barnia
  • Simon Pietro Barone
  • Antonio Caggiano
  • Tommaso Capuano
  • Mirko Natalizi
  • Pietro Pompeo
  • Rodolfo Rossi
  • Gianluca Ruggeri
  • Flavio Tanzi

Il concerto d’apertura che si è tenuto presso il Teatro Nazionale di Nairobi è stato un omaggio di Ars Ludi con gli studenti italiani alla comunità locale . Si è trattato di un evento molto apprezzato in cui insegnanti e studenti italiani hanno  riscosso un notevole successo di pubblico e di critica.

Concerto (JAM) finale del 10/04/03 presso il” National Theatre” di Nairobi

Programma:

  • Tonino Battista: Only  doubt hushes the sound (con i percussionisti locali)
  • Steve Reich: Drumming (con acrobati/giocolieri locali)
  • Giorgio Battistelli: Ostinato (con i percussionisti locali)

Interpreti:

  • Emiliano Barnia
  • Simon Pietro Barone
  • Antonio Caggiano
  • Tommaso Capuano
  • Mirko Natalizi
  • Pietro Pompeo
  • Rodolfo Rossi
  • Gianluca Ruggeri
  • Flavio Tanzi

Nel secondo concerto, che si è tenuto il 10 di Aprile al Teatro Nazionale di Nairobi, gli insegnanti e gli studenti dei Conservatori italiani insieme ai musicisti kenioti hanno partecipato ad un concerto molto suggestivo in cui  i brani di autori occidentali, quali Ostinato di G. Battistelli e Only Doubt Hushes the Sound di T. Battista, sono stati arricchiti dalla bravura dei musicisti africani.

Inoltre, un gruppo di acrobati e giocolieri africani che vanta una discreta attività internazionale, ha creato uno spettacolo su “Drumming Part One” di S. Reich.

L’Ultima giornata è stata particolarmente importante e formativa  in quanto il Prof. Elio Traina, Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Nairobi, ha organizzato una visita ad un centro per ragazzi orfani gestito dal sacerdote Don Isidro, che hanno offerto ai convenuti uno spettacolo di giocoleria e di acrobazia fortemente suggestivo.

A testimonianza dell’intera iniziativa, è in fase di realizzazione un documentario, realizzato con le immagini registrate durante il soggiorno a Nairobi.

È inoltre in fase di elaborazione un progetto per ospitare presso i Conservatori di Musica che hanno partecipato alla manifestazione alcuni musicisti di Nairobi per un corso di studi che costituisca la prosecuzione naturale del laboratorio finora realizzato.

Roma, lì 5/06/2003

Antonio Caggiano



 

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