Ieri pomeriggio Morricone era a Frosinone per presenziare ad un concerto a lui dedicato

Più potere alla musica di qualità

Il maestro ha ricordato con piacere le sue origini ciociare

«I miei nonni erano di Arpino. Il mio legame con la Ciociaria è profondo, anche se non ho più nessun parente da queste parti. Ricordo però mia nonna che mi parlava spesso in ciociaro».

A parlare è Ennio Morricone, presente a Frosinone per assistere al concerto che gli allievi del conservatorio Licinio Refice gli hanno dedicato. Il maestro è stato uno di quei personaggi di grande spessore culturale che negli anni Settanta furono contattati per dare vita a quella Scuola Comunale di Musica che in seguito sarebbe diventato il Licinio Refice. «Daniele Paris mi chiamò ed io venni a Frosinone con grande entusiasmo. Avevo l’occasione di tornare ad insegnare Composizione. Ad avere un contatto diretto con gli allievi. Vederli impegnarsi e migliorare». In quei due anni, si legge in una intervista rilasciata a Mauro Mariani, «Ricordo che avevo in classe tre ragazzi molto promettenti: due si sono persi per strada, l’altro era Antonio Poce (il direttore dell’Europa Festival ndr) e mi fa piacere ritrovarlo ora come docente di composizione in questo Conservatorio».

Il direttore del Refice, Francesco Arturo Saponaro, nel presentare la serata, ha tenuto a sottolineate le tante iniziative che il Conservatorio continua a proporre per cercare di avvicinare la gente ‘distratta’ alla musica. Su questo argomento Morricone ha voluto sottolineare come le Istituzioni debbano, sempre più, finanziare l’attività di Scuole e Conservatori. «Perché la musica rock non ne ha bisogno avendo a sua disposizione un grande mercato. La musica colta va invece salvaguardata». A detta del maestro il rock, ma anche il rap e gli altri generi musicali legati al mondo musicale non sono culturalmente apprezzabili e musicalmente accettabili. «Molti di quei personaggi che vanno per la maggiore non sanno scrivere la musica», anche se ricorda con piacere di aver premiato a Sanremo ‘99, dove era il presidente della «Giuria degli esperti», il brano di Daniele Silvestri «Aria» ed il gruppo «Quintorigo».

Secondo Morricone anche la stampa ha qualche responsabilità. Dovrebbe essere più severa verso coloro che non sanno fare bene il proprio mestiere di musicista) e rendere giustizia alla qualità e non al mercato. Anche perché se da una parte si fanno, con innegabile successo; grandi manifestazioni di musica leggera dall’altra si sciolgono le orchestre, e questo è indubbiamente un danno.

Per quanto riguarda la linea seguita dal Licinio Refice, è stato scelto di presentare lavori molto vicini al ‘contemporaneo’ ed allo ‘sperimentale’. Anche nella programmazione di ieri infatti sono sta presentati lavori non molto famosi e, visto il personaggio Morricone, non legati alle sue famosissime colonne sonore.

Il programma prevedeva, per la prima parte: «Cadenza per flauto e nastro magnetico», da «Epitaffi sparsi»: Distratto lettore, Ebbe in prestito, Era un simpatizzante e Per anni studiò il pianoforte; «Scherzo» e «Specchi». Per la seconda parte: «Canone breve, per tre chitarre», «Quattro pezzi per chitarra», «Quattro studi per il piano-forte» e «Fluidi». L’incontro con Ennio Morricone si è chiuso con una curiosità: «No ormai non suono più la tromba, e neanche il pianoforte».

Maurizio Barnaba

(da: Ciociaria Oggi, 4 giugno 1999)




 

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